Guida alle pietre · Labradorite
Labradorite, i riflessi del nord.
Un feldspato grigio che si accende di blu, verde e oro quando lo muovi alla luce. Cos’è, colori, forme, cura e tradizione.

Un feldspato che cambia colore.
La labradorite è un feldspato della serie dei plagioclasi. Al suo interno ci sono strati sottilissimi che rimandano la luce in lampi di colore visibili solo da certe angolazioni. Questo effetto si chiama labradorescenza.
Il nome viene dalla penisola del Labrador, in Canada, dove fu descritta nella seconda metà del Settecento. Oggi si estrae anche in Madagascar e in Finlandia, dove una varietà molto colorata è chiamata spettrolite.
- Feldspato
- Durezza 6-6,5 Mohs
- Sistema triclino
- Labradorescenza
Grigia, bianca e piena di riflessi.
Il fondo è grigio scuro, con riflessi blu, verdi, dorati e a volte arancio. La labradorite bianca, chiara e con riflessi azzurri, è chiamata anche pietra di luna arcobaleno. Nel catalogo trovi cabochon, perline, gemme sfaccettate e fili di pietre indiane.
Da trattare con garbo.
Con una durezza di 6-6,5 sulla scala di Mohs la labradorite si presta a collane, orecchini e ciondoli. Ha una sfaldatura netta, quindi va protetta dai colpi secchi.
Conservala separata dalle pietre più dure. Per pulirla bastano acqua tiepida, sapone delicato e un panno morbido. Evita ultrasuoni e vapore.
Intuizione, protezione, trasformazione.
Tradizionalmente la labradorite è legata all’intuizione, alla protezione e alla trasformazione. Nella cristalloterapia è associata al terzo occhio, in astrologia soprattutto all’Acquario e allo Scorpione.
Si racconta che per il popolo inuit i suoi riflessi fossero le luci dell’aurora boreale rimaste imprigionate nella roccia.
Le informazioni su cristalloterapia, chakra, astrologia e tradizioni hanno valore culturale e simbolico. Non sostituiscono consigli medici, psicologici o professionali.
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