Guida alle pietre · Giada
Giada, la pietra della tenacia.
Una pietra compatta e resistente, amata da millenni in Oriente. Cos’è, colori, forme, cura e tradizione.

Due minerali, un solo nome.
Con il nome giada si indicano due minerali diversi, la nefrite e la giadeite. Entrambi sono formati da fibre o cristalli fitti e intrecciati, che li rendono molto tenaci e adatti a essere intagliati.
Il nome viene dallo spagnolo piedra de ijada, pietra del fianco, ed è legato a un’antica credenza popolare. La nefrite prende il nome dalla stessa credenza.
- Nefrite e giadeite
- Durezza 6-7 Mohs
- Molto tenace
- Verde e molti colori
Verde e in tanti colori.
La giada è conosciuta soprattutto nei toni del verde, ma si trova anche bianca, lavanda, gialla e nera. Le giade dai colori vivaci, come il giallo limone o il viola intenso, sono di solito tinte. Nel catalogo trovi perline in molte forme, cabochon e fili di pietre indiane.
Tenace e facile da portare.
Con una durezza di 6-7 sulla scala di Mohs e una struttura molto tenace, la giada resiste bene agli urti e si presta a ogni gioiello.
Conservala separata dalle pietre più dure. Per pulirla bastano acqua tiepida, sapone delicato e un panno morbido.
Armonia, prosperità, serenità.
Tradizionalmente la giada è legata all’armonia, alla prosperità e alla serenità. Nella cristalloterapia è associata al chakra del cuore, in astrologia soprattutto al Toro e alla Bilancia.
In Cina è intagliata da migliaia di anni ed è considerata una pietra di grande valore, simbolo di virtù. Anche i Maya e i Maori la usavano per ornamenti e oggetti rituali.
Le informazioni su cristalloterapia, chakra, astrologia e tradizioni hanno valore culturale e simbolico. Non sostituiscono consigli medici, psicologici o professionali.
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